lunedì 11 ottobre 2010

Harry Potter e la mnemotecnica

Vi è mai capitato di incontrare fuori dalle aule della vostra facoltà(qualunque essa sia) qualcuno di quei simpatici ragazzi disposti ad esibirsi in sorprendenti numeri di tecniche di memoria e affini?
Gli avete letto l'equivalente di dieci numeri telefonici con prefissi esteri e loro spietati come dei cobra...colpo di scena..ve li hanno ripetuti tutti,di fila,senza errori,fingendo malissimo delle titubanze fra un blocco di cifre da trenta ed un altro,battendo il tempo con il piede e per mascherare tutto questo orrore e distogliere l'attenzione dalla decadenza dell'essere umano, cosi' trionfalmente mimata ,hanno aggiunto l'ingrediente più sarcastico ed al retrogusto di aglio che la storia ricordi:il sorriso.
E quando parlo di sorriso non intendo quella vostra smorfia banale da ectoplasmi casa-lavoro e vediamo quando ci scappa un cinema che avete voi tediosi esseri...noooo!!!Il sorriso dell'adepto alla mnemotecnica è denso di significato, è intrigante, è camaleontico,è una band di paese che con il sottofondo di tamburo vi canta:"Provateci voi" e vi frappone un controcanto:"ahaha uno come te?Ahahah con la lista della spesa ed il numero di casa tatuato sul braccio?Con quelle scarpe aperte in punta che gridano al mondo sono un fallito...figliuolo posso darti una mano ma per i miracoli vedi alla voce Dio ..".
Gli adepti del clan oscuro memorizzano parole casuali e le ripetono al rovescio,a nord, a sud, in obliquo,mentre suonano la chitarra,mentre cucinano,non hanno dubbi ,paure o perplessità.
Hanno un bagaglio culturale enorme per il quale chiedono il supplemento sul prezzo del volo anche con Easy Jet.Per portare tutto se stesso in Vaticano uno di loro ha dovuto lasciare le chiavi di casa ad un vescovo un tantino fiscale.
Prova a chiedergli una data e loro con una faccia indignata, come a nascondere un "ma che non lo sapevi?" ,la snocciolano proprio nel punto esatto in cui ti trovi; ti sorprendono immerso nell'amletico enigma della data di nascita di zia Carmela,calabrese di un metro e una gomma da cancellare in verticale, non del tutto insensibile alla celebrazione di festività.
Chiedi a questi prodigi come affrontare l'incubo di un libro di testo a tre piani con mansarda,e ti diranno "facile,esistono le mappe concettuali".
Invenzione attribuibile a Tony Buzan, che da allora può permettersi robuste colazioni al bar senza ritrovarsi nell'insopportabile scelta cornetto-ventaglio con crema,le mappe concettuali sono un interessante scarabocchio colorato che può' riassumere e semplificare un testo di qualunque dimensione,razza e provenienza sociale.
Vi ritroverete soggiogati da questa magia,investirete diverso tempo nella speranza che una scritta evidenziata in giallo vi sorrida,che una in rosso sia un monito per la memoria,che il blu trasporti tutto il problema ai Caraibi;improvvisamente dividerete le parole e gli darete un significato visivo...un banale canestro diventerà,per rimanere ingabbiato nel vostro miserabile cranio,un pastore tedesco che dipinge la Gioconda o i girasoli di Van Gogh su cui risuona la vostra brillante associazione Can-Estro.
Farete delle parole dei quadri,degli edifici,dei ponti ,delle strade.L'apprendimento sarà un'arte alla portata di tutti.
Ogni piccola immagine risulterà un pozzo denso di mirabolanti significati.
Gentile mnemotecnico la mia vita era insignificante prima della sua comparsa:ero un ameba che ripeteva a voce alta il senso astruso dei suoi mattoncini nero su bianco che a fatica chiamava parole.E prima che De Bono mi illuminasse sull'arte del pensiero laterale anche la piu' fervida delle immaginazioni sfuggiva dritto per dritto come un palloncino in un esperimento di vuoto simulato.Ero un'arida persona prima che il brain storming piombasse in ottica del lavoro;non capivo la potente estetica della collaborazione, delle sinergie.Ragazzi perché non mettersi tutti insieme per cercare di alleggerire il fardello alla Mentadent allargando il buco ai tubetti di dentifricio e permettendo ad analoghi colossi di fatturare qualche insignificante spiccio in più'?
Torneremmo di certo tutti piu' contenti nelle nostre case in affitto o tuttalpiu' pagheremmo con entusiasmo il mutuo o l'assicurazione della macchina.Siamo fatti per collaborare! In un mondo cosi' equo e solidale cosa ci trattiene dall'inserirci nel fantastico mondo dell collaborazionismo.
Sono felice,magari non passerò l'esame o non approveranno il progetto di lavoro perché la lunga trafila con evidenziatori e pennarelli mi ha decelerato,ma non importa,il volantino ed il ragazzo della dimostrazione mi dicono a chiare lettere che ho un Potente Mezzo in mano,ed io voglio crederci,perché lo dicono le statistiche e perché finalmente posso permettermi di guardare il mio cervello come fosse un cervo dalle corna curate.

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