martedì 28 settembre 2010

La creazione universale

Io conosco l'incanto sinfonico della parola,
l'idolatria dell'incenso,
l'odore di terra e di mare di cui questa vita è complice.

Conosco il suono della conversazione permeabile,
dell'idea metallica fusa
e la corsa dell'individuo che vi si dimena affianco.

Conosco l'animale solitario e l'erba selvaggia che calpesta,
l'indole dei pochi e l'intenzione dei molti.

Conosco ragazzi drogati dal tempo
e la prostituzione sudata del suolo marcio che la ospita.

Conosco il rumore infinito in cui i miei timpani affondano
e l'intenzione e la fuga in cui la mente evapora.

Conosco l'appesantita sazietà del cibo
e la nausea insoddisfatta del benessere che cigola sull'amaca.

Conosco il sonno che serra gli sguardi
e l'inettitudine inebetita che si guarda allo specchio.

Conosco l'azione violenta ed il piacere sadico del sussulto.

Conosco la tazza sporca di acrilico ed il fluttuare del pennello che soffoca nel colore.

Conosco il piacere dell'autostima e della tollerenza come inspiegebili intermittenze.

Conosco le aspettative e le serate inutili,
i giadini e le pubbliche piazze.

Conosco la città che cinge le viscere ed asfalta i significati.

Città: ti comprendo e ti temo come il medico il morbo ed il giurista la legge.

Città :ti edifico come la mia tomba sotto l'ombra insistita del cielo.

Città:madre di tutti e di nessuno,figlia del rapporto incestuoso dell'uomo con l'onnipotenza.

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